Damian Keats racconta il suo passato: «Mio padre è sempre stato una persona violenta con me e mia mamma»
Il tiktoker, quasi 500mila follower, ha parlato della sua infanzia. Oggi con il padre non ha più rapporti: «Sono felice senza di lui».

Dietro i video leggeri di TikTok, a volte, c'è una storia difficile. L'ha raccontata Damian Keats, tiktoker da quasi 500mila follower, rispondendo in un video al commento di un fan.
Il mistero intorno a Damian
Di lui si sa pochissimo: non ha mai rivelato il suo vero nome né la sua età. «Preferisco non dire la mia età, ne ho cancellato ogni traccia su ogni tipo di social esistente», ha spiegato. Eppure il suo profilo cresce ogni mese: nella classifica di settembre dei profili TikTok italiani più seguiti ne contava 457mila.
Il racconto
Questa volta, però, Damian ha deciso di parlare della sua famiglia. «È un argomento pesante da trattare così su TikTok», ha premesso. Poi ha raccontato che il padre è sempre stato una persona violenta: non si limitava ad arrabbiarsi, ma alzava le mani sulla madre, lasciandole lividi ed ematomi. E con il tempo, ha detto, è successo anche a lui.
Le violenze sono state uno dei motivi per cui i genitori si sono separati. Il padre non è mai stato denunciato, «per la troppa clemenza di mia madre», che non voleva «rovinargli la vita».
Alla fine, il messaggio più importante per chi lo segue: «Ora sto bene».
Oggi
Con il padre non ha più alcun rapporto. «Più volte mi hanno consigliato di riallacciare i rapporti con lui. Ci ho provato, davvero. È sempre stata una delusione. Basta. Sono felice senza di lui», ha detto a Webboh.
«Mia mamma è dovuta diventare anche un papà, ha fatto tutto da sola. Gli auguro il meglio, ma lontano da me»
Damian Keats a Webboh
L'affetto dei fan
Nella descrizione del video ha ringraziato chi gli aveva scritto: «Ho ricevuto innumerevoli commenti e altrettanti messaggi su quest'argomento. Grazie del supporto, vi amo».
Parlare di violenza in famiglia non è mai facile, tanto meno davanti a quasi mezzo milione di persone. Damian ha scelto di farlo, e per chi vive qualcosa di simile può essere un modo per sentirsi meno solo.



